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Mazzucotelli nacque a Lodi da Giovanni Valente, commerciante di ferro originario di Locatello di valle Imagna, e da Rosa Caprara.
Il sogno del giovane Alessandro era di diventare pittore o scultore, ma la famiglia non aveva i mezzi per soddisfare le sue aspirazioni e fu ben presto obbligato a lavorare. All’età di 18 anni si trasferì a Milano come apprendista insieme al fratello Carlo nella bottega di fabbro di Defendente Oriani che in seguito rileverà (1891). Dal 1902 al 1908 la ditta ebbe nome Mazzucotelli-Engelmann; più tardi operò da solo, prima in via Ponchielli e poi nel 1909 alla Bicocca.
Mazzucotelli, che si definiva fabbro ornamentista e amava modestamente riferirsi a se stesso come “Lisander el ferée” (Alessandro il fabbro), era dotato di grande abilità e creatività ed era chiamato il “mago del ferro” in quanto capace di conferire al ferro quell’aspetto flessuoso e “fiorito” che costituiva il carattere dominante del Liberty; ben presto divenne un richiesto collaboratore di affermati architetti della fama di Enrico Zanoni, Giuseppe Sommaruga, Gaetano Moretti, Ernesto Pirovano, Franco Oliva, Ulisse Stacchini, Silvio Gambini, Romolo Squadrelli e Luigi Mazzocchi.
Nei suoi primi anni fu influenzato dal pittore Giovanni Beltrami che, sensibile alle nuove dottrine moderniste decise di abbandonare il cavalletto per fondare la più grande vetreria milanese dedicata all’Art Nouveau.
Nel 1902 si distinse in occasione della prima Esposizione internazionale d’arte decorativa moderna di Torino, un’esposizione di grande rinomanza internazionale visto che vi parteciparono Mackintosh, Tiffany e Behrens. L’anno successivo effettuò un viaggio in diversi paesi europei insieme all’ebanista e amico Eugenio Quarti e al ritorno, intrapresero un’attività di docente all’Umanitaria.
Fu in quegli anni che ricevette le prime commissioni importanti come il Palazzo dell’ex Borsa (ora delle Poste) di Milano, la Villa Ottolini-Tosi di Busto Arsizio e le Ville Fabbro e Villa Antonini di Mogliano Veneto. Lentamente abbandonò le realizzazioni naturalistiche per indirizzarsi verso forme più asciutte e scarne, ne è un esempio Casa Maffei a Torino (1906).
Mazzucotelli era solito realizzare uno schizzo osservando la natura, poi rientrato nel suo laboratorio lo rielaborava realizzando un disegno a grandezza naturale su del cartone poi ritagliato, in modo da avere una visione più concreta del suo progetto.
Nel 1906 partecipò, come Eugenio Quarti all’Esposizione Internazionale del Sempione a Milano, esponendo il “Cancello dei Gladioli”, oggi esposto presso la Galleria d’arte moderna Carlo Rizzarda di Feltre. Notevoli furono anche le realizzazioni per Villa Faccanoni-Romeo (via Buonarroti 48) e Casa Tensi (via Vivaio 4) a Milano; il Grand Hotel e il Kursaal o Casinò alle terme di San Pellegrino progettati dall’architetto Romolo Squadrelli e dall’ingegner Luigi Mazzocchi; ed il Palace Grand Hotel di Varese.
La sua attività s’intensificò dopo l’apertura della sua nuova ditta in Bicocca, nel 1909 dove iniziò a lavorare anche con il Sudamerica e ad intervenire su edifici celebrativi come la Cappella Espiatoria di Monza, città che gli ha intitolato una via.
Nel 1922 fondò e diresse l‘Istituto Superiore per le Industrie Artistiche ISIA di Monza, dove ebbe come allievo e successore alla cattedra di ferro battuto Gino Manara; fu presidente della Mostra Biennale Internazionale di Arti Applicate nel 1923 dove presentò il cancello ‘’Groviglio di serpi’’.
Tra le esposizioni cui partecipò in seguito si ricordano l‘Exposition Universelle et Internationale di Bruxelles (1910) e l‘Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi (1925).
Fu uno degli artigiani e artisti più amati del suo tempo e fu chiamato da Pompeo Mariani per decorare la propria villa a Bordighera e da Gabriele D’Annunzio per il Vittoriale degli italiani a Gardone Riviera. Nel 1929 fu eletto deputato alla camera nella XXVIII legislatura del Regno d’Italia.
Benché la sua specialità sia sempre stato il ferro battuto, eseguì anche disegni per i gioielli di Adone Calderoni e per i tessuti delle tessiture di Brembate.
Il Comune di Milano ha intitolato all’artista la via Alessandro Mazzucotelli nei pressi del viale Forlanini, nella periferia est della città.
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