GIUSEPPE E GIOVANNI BOTTANI “ALLEGORIA DELLA PRIMAVERA”

LA GALLERYA PROPONE

CON TRATTATIVA PRIVATA

STRAORDINARIA OPERA DEI FRATELLI BOTTANI ESEGUITA A QUATTRO MANI

RAFFIGURANTE “L’ALLEGORIA DELLA PRIMAVERA”  MAESTRI ASSOLUTI DELLA SCUOLA LOMBARDA DEL XVIII SECOLO

ENTRAMBI DIRETTORI DELL’ACCADEMIA DELLE BELLE ARTI DI MANTOVA

STUDIO  ED EXPERTISE DELLA DOTTRESSA  ARABELLA CIFANI (importante storica dell arte ,perito del tribunale di Torino,membro del Royal College di Londra)

L’OPERA FA PARTE DI UNA COPPIA  VENDIBILI ANCHE SEPARATAMENTE

H 225 CM X L 108CM

LA GALLERYA snc 

VENDITA A OPERATORI DEL SETTORE E PRIVATI

GRANDE ESPOSIZIONE CON MAGAZZINO  1000 MQ  

ALTO ANTIQUARIATO FINE ART ,PITTURA,SCULTURE,MARMI,

E OGGETTI DI ARTE ANTICA 

 

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NUOVI ARRIVI SETTIMANALI 

 

Giuseppe Bottani (Cremona1717 – Mantova1784)

Educatosi a Firenze nella bottega di Antonio Puglieschi e Vincenzo Meucci, Bottani giunse a Roma nel 1735, dove completò la sua formazione con Agostino Masucci; nel 1758 fu accolto all’Accademia nazionale di San Luca. In questi anni eseguì una serie di ritratti (AutoritrattoRitratto della moglie di Luigi Valadier) e pale d’altare (una per Sant’Andrea delle Fratte, una per Milano oggi a Brera, diverse per Pontremoli) aderendo ai primi fermenti del nascente neoclassicismo ma non dimenticando i dettami della pittura classicista del XVII secolo, in particolare di Carlo Maratta.

Nel 1769, per volontà di Maria Teresa d’Austria fu nominato insegnante di pittura e direttore della neonata Accademia di Mantova, città dove concluse la sua carriera e visse gli ultimi quindici anni di vita. Nel trasferirsi nella città virgiliana, Bottani portò con sé la sua collezione di gessi, calchi di opere fondamentali della scultura antica e rinascimentale. Furono 600 i calchi che chiusi in 18 casse affrontarono l’impervio trasloco da Roma a Mantova.[1] Di quel periodo è la tela Allegoria delle Arti e dei Commerci risollevati da Maria Teresa.

 

Giovanni Bottani (Cremona1725 – Parma1804)

Morto il fratello Giuseppe nel 1784, lo sostituì alla guida dell’Accademia delle belle arti di Mantova, incarico che mantenne fino alla morte nel 1804 anche quando su impulso del generale francese Alexandre François de Miollis assunse la denominazione, giunta fino ad oggi, di Accademia Virgiliana.[1] Fu componente della Accademia degli Encausti fondata nella città virgiliana nel 1784 per riportare all’uso la tecnica di pittura a cera punica da poco riscoperta a Pompei.[2] Oltre all’attività pittorica, è ricordato soprattutto per il restauro dei dipinti di Palazzo Te sempre a Mantova.

 

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